So.Crem - Società per la Cremazione in Pistoia

RESTAURO DEL TEMPIO CREMATORIO

RELAZIONE TECNICA

Inquadramento urbanistico

Il “Tempio Crematorio” è situato all’interno del Cimitero Comunale di Pistoia all’estremità est, dalla parte opposta rispetto all’ingresso principale.
Il terreno su cui sorge è, come tutta la restante area, di proprietà comunale; la proprietà del fabbricato invece, dopo le ricerche che hanno fatto seguito al contenzioso sorto in merito tra l’Amministrazione Comunale di Pistoia e la locale Società per la Cremazione (SO.CREM), è risultato essere di quest’ultima.

Sono particolarmente chiarificatrici in proposito e la deliberazione del Consiglio Comunale di Pistoia del 30 agosto 1890 con la quale lo stesso si impegna a “concedere alla Società di Cremazione, oltreché l’area necessaria per crematori” a “concorrere alle spese relative” e la relazione del 31 luglio 1902 a firma dell’Ingegnere Capo del Comune, che dichiara essere “di parere che la quota definitiva da assegnarsi dalla Superiore Amministrazione alla locale Società di Cremazione per l’opera compiuta del Forno Crematorio, non possa essere inferiore alle Lire Duemila”.

L’immobile, di una superficie lorda di circa quattrocento metri quadrati, costruito con almeno tre successivi interventi, è costituito da una serie di nove locali, il primo fungente da atrio e da cinerario, altri due accoglienti il forno, quattro adibiti a cinerari, uno ad ufficio-luogo di transito e l’ultimo usato fino alla sostituzione del forno avvenuta di recente, come deposito per legna da ardere, essendo il precedente impianto alimentato da tale combustibile.

Descrizione dello stato di conservazione

Il complesso è costituito da sei stanze (per una superficie pari a mq 210 circa): le due centrali, più grandi, hanno i soffitti a volta decorati e le decorazioni degli stessi sono già a vista. Negli altri ambienti i motivi decorativi di soffitti e pareti sono invece ricoperti da diversi strati di intonaco e ridipinture grossolane.
Le pitture delle due volte centrali appaiono annerite dai fumi e in alcuni punti sono interessate da vistose reintegrazioni in cemento e gesso.
Sono diffuse le superfici che “suonano a vuoto”, interessate cioè da distaccamenti dell’intonaco di preparazione rispetto alla struttura muraria.
Le superfici sono interessate anche da numerose fratture.

Interventi previsti

La filosofia con la quale si è affrontato questo tipo di intervento è quella di ripristinare integralmente, e quindi rendere nuovamente visibili, i dipinti murali che decorano le pareti e le volte del Tempio. Sono previste opere di restauro conservativo mirate alla protezione delle pitture; il consolidamento di alcune piccole porzioni distaccate o lesionate, per cui si rendono indispensabili interventi di ricostruzione e di ricucitura, senza i quali si correrebbe il rischio di perdere parti consistenti degli elementi stessi a causa di ulteriori distacchi e, con questo, di favorirne successivamente anche la loro completa lettura.

L’intervento è così previsto:
Rimozione preliminare del particellato incoerente, presente sulle due volte centrali, mediante spolveratura. La pulitura vera e propria delle volte centrali sarà eseguita sia meccanicamente, con spugne wishab, sia chimicamente, mediante “velinatura” con acqua demineralizzata (per eliminare i residui di polvere e le tracce di efflorescenze saline) e, per lo sporco più consistente (nerofumo) la velinatura verrà eseguita con soluzione di carbonato d’ammonio, successivamente risciacquato con acqua demineralizzata e spugne naturali.
Le vecchie integrazioni in gesso o cemento, verranno rimosse e sostituite con nuovo intonaco a base di grassello di calce e sabbia di fiume, lavata e setacciata, opportunamente lisciato per renderlo simile all’originale.
Ove necessario saranno eseguiti consolidamenti degli intonaci, per riancorarli alla struttura muraria, con iniezioni di malte idrauliche premiscelate.
Le fratture verranno risarcite con malta simile all’originale.
Le tinteggiature e gli strati di intonaco che ricoprono i colori originali, verranno rimossi mediante “descialbatura” eseguita meccanicamente con bisturi e raschietti e, dove occorre, chimicamente con impacchi di carbonato e d’ammonio.
Tutte le superfici saranno infine lavate con acqua demineralizzata per eliminare i residui di polvere.
L’integrazione pittorica delle lacune sarà eseguita con colori a base di caseina e con leggere velature e tempera, sempre utilizzando la tecnica del “ritocco mimetico”.
Al termine dei lavori verrà applicato a spruzzo un protettivo a base di resina acrilica in soluzione, per garantire maggiore durata agli intonaci.

ARCHITETTO MARCELLO GUARDABASCIO